ADHD negli adulti

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Recentemente, complici anche i social che hanno aperto le porte del mondo e permesso di farsi conoscere e riconoscere più facilmente, si parla molto spesso di neurodiversità e nello specifico si parla spesso dell’ADHD negli adulti.

L’ADHD è un disturbo dell’età evolutiva che ha goduto di grande rilevanza, ma solo negli ultimi anni l’attenzione si è spostata anche all’ADHD negli adulti, ed è un disturbo che si può riassumere come un disturbo nella REGOLAZIONE, nella regolazione dell’attenzione da investire nel compito e/o nella regolazione del comportamento e degli impulsi.

Succede sempre più spesso che giovani (o meno giovani) adulti si rivolgano a degli specialisti domandandosi di soffrire o meno di questo disturbo. E qui si crea il problema! Proprio perché non sono molti gli specialisti con una formazione dedicata proprio alle manifestazioni dell’ADHD negli adulti, sugli strumenti efficaci per una diagnosi tardiva e su quali terapie occorre attivare.

adhd adulti

L’ADHD non si presenta uguale nei bambini e negli adulti, ed è quindi importante conoscere la sua evoluzione per poterlo riconoscere anche tardivamente in età adulta.

Ma a cosa fare attenzione per sospettare di ADHD negli adulti?

Solitamente quando richiedono una diagnosi tardiva, le persone lamentano una notevole “fatica” e una disattenzione cronica con compromissione in vari aspetti della vita, da quella lavorativa a quella personale.

Sul piano della disattenzione, si osserva una distrazione cronicizzata e può manifestarsi in diverse occasioni: dal dimenticarsi gli appuntamenti o perdersi le cose, alla fatica a concentrarsi e seguire una riunione, il film che si sta vedendo, o il libro che si sta leggendo.

L’iperattività propriamente detta, tipica di alcune manifestazioni dell’età infantile, con la crescita si trasforma in agitazione fisica, fatica e “scomodità” a stare fermo anche sul divano per lunghi periodi di tempo, e necessità di tenersi in movimento.

Si osserva una notevole impulsività e difficoltà a fermarsi dal fare o dire qualcosa non pensando alle conseguenze, con ripercussioni sia dal punto di vista sociale, che personale.

A ciò si aggiunge una difficoltà nel pianificare e nell’organizzare le attività con il rischio di burnout e confusione, e difficoltà di fare una stima soprattutto temporale.

Tutto questo, nel suo insieme, porta la persona a fare grande fatica nel cercare di compensare le proprie difficoltà e può portare a bassa autostima, disturbi dell’umore e di ansia.

ADHD negli adulti: c’è un problema di diagnosi?

La diagnosi di ADHD è sempre complessa, sia che si tratti di un bambino che di un adulto, poiché è difficile discriminare un bambino con una fragilità nell’attenzione da un bambino con un problema specifico, tale da fare diagnosi di ADHD.

Tuttavia, mentre i bambini possono godere di una serie di strumenti specifici appositamente disegnati per fare diagnosi di ADHD, non è altrettanto vero per gli adulti, che possono contare solo sulla piccola presenza di strumenti clinici dedicati. Questo può portare a diversi tipi di rischi:

  • che l’utente si presenta allo specialista scarsamente preparato che porrà diagnosi con l’utilizzo di un solo strumento
  • oppure che lo specialista poco preparato non riconoscerà il disturbo proprio a causa della scarsità di dati a favore

Il fatto che alcune manifestazioni possono accomunano tantissime persone (insofferenza a stare fermo, ad aspettare in fila, perdersi le cose), e che a ciò si accompagnano comorbidità di tipo psichiatrico (ansia, depressione), ostacola la diagnosi e la complica ancora di più.

Tornando ai rischi che si può incorrere nella diagnosi, appare evidente che la svolta la fa affidarsi ad uno specialista preparato e appositamente formato, che saprà fornire una serie di test e strumenti specifici capaci quindi di delineare il profilo di funzionamento della persona ed evidenziare eventuali difficoltà (approfondisci Valutazione Neuropsicologica) e che sarà in grado di discriminare quali tratti possono essere ricondotti alla personalità della persona e quali invece rientrare nei fattori discriminanti e invalidanti propri del disturbo.

Se sei un adulto e sospetti di avere l’ADHD, contattami per essere incluso nel protocollo valutativo e ti spiegherò nel dettaglio come funziona

Scopri di più da d.ssa Giulia Pieracci - NeuropsicologiaRoma

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