La psicoterapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva

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psicoterapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva

La psicoterapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva aiuta i bambini e gli adolescenti a riconoscere i pensieri che portano ad emozioni e comportamenti disfunzionali.

In questo articolo è stato approfondito cos’è la psicoterapia a stampo cognitivo-comportamentale e abbiamo visto che è un trattamento di breve durata e orientato al presente che ha come obiettivo principale l’esame di realtà del pensiero distorto, per risolvere i problemi attuali e a modificare il modo di pensare e i comportamenti disfunzionali.

Quando però si parla di età evolutiva le cose sono leggermente diverse, i bambini infatti non sono dei piccoli adulti anzi, il loro mondo è decisamente diverso da quello adulto e come tale va trattato.

psicoterapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva

Anche nel caso dei bambini e adolescenti, sono i loro pensieri distorti ad influenzare il suo vissuto emotivo e il comportamento disfunzionale, e l’obiettivo è quello di mettere in discussione tali pensieri in modo razionale e apprendere nuove strategie adattive e funzionali di comportamento.

Nel caso dei bambini e degli adolescenti plausibilmente non assisteremo a una volontaria richiesta di aiuto, piuttosto saranno gli adulti di riferimento a notare determinate alterazioni nel comportamento che possono essere dei campanelli d’allarme per dei meccanismi di pensiero disfunzionale.

Poiché nei bambini una sofferenza interna risulta evidente da un comportamento esterno, è bene sapere a quali comportamenti fare attenzione.

Quali sono i comportamenti a cui fare attenzione?

Esplosioni di rabbia “incontrollabile”

Comportamenti provocatori e di opposizione illogica

Scarsa gestione della frustrazione (ad esempio, si arrabbia esageratamente se perde durante un gioco, se perde o si rompe qualcosa con valore affettivo, se gli/le viene detto di no)

Ansia da separazione non coerenti con l’età (ad esempio, non vuole essere lasciato solo/a; pianto nell’allontanamento dalle figure genitoriali)

Difficoltà con il sonno non coerenti con l’età (ad esempio, avere difficoltà a dormire da solo/a, ad addormentarsi, o con sonno agitato; paura del buio non coerente con l’età anagrafica)

Somatizzazioni (ad esempio, mal di pancia e/o mal di testa molto frequenti)

Ansia di tipo prestazionale (ad esempio, vive con angoscia verifiche e interrogazioni a scuola, le gare sportive, o i compiti a casa)

Ansia sociale (ad esempio, ha difficoltà a fare amicizia, negli incontri sociali appare ritirato/a non coinvolto/a)

Come è strutturata la terapia e come può aiutare il bambino?

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, come abbiamo visto nell’articolo relativo agli adulti, parte dal pensiero disfunzionale alla base del vissuto emotivo e aiuta a modificarlo con il fine di insegnare un approccio più logico alle varie situazioni di vita e con un minore e più adeguato funzionamento generalizzato.

Questo apprendimento verrà veicolato anche con attività di gioco durante la terapia, così da tenere alta la motivazione e la partecipazione, soprattutto nel contesto di contemporanee difficoltà di tipo attentivo.

Chi altro viene coinvolto nella terapia?

Sono previsti incontri con i genitori sia di aggiornamento dell’andamento della terapia che di feedback sull’ambiente domestico e sostegno nel poter attuare comportamenti funzionali alla generalizzazione degli obiettivi di terapia anche negli altri contesti di vita del bambino, quindi quando è fuori dalla stanza di terapia.

Se necessari, sono previsti anche incontri con le insegnanti, soprattutto per dare supporto nel caso di particolare difficoltà nell’ambiente scolastico.

Se desideri maggiori informazioni o per avere un primo colloquio conoscitivo, contattami

Scopri di più da d.ssa Giulia Pieracci - NeuropsicologiaRoma

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